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1991 - 2003

 

Parlare della storia e dell'evoluzione delle cover band, e più propriamente delle tribute band, del loro diffondersi come parte integrante di un linguaggio e di un modo di fare musica, e non imbattersi nei Custard Pie è praticamente impossibile.  "…In sogno l'anima sembra parlare un linguaggio totalmente diverso…."( Jimmy Page ), così come in questa citazione del leader dei Led Zeppelin, è il sogno di molti quello di emulare le gesta e rivivere a loro volta le emozioni dei grandi gruppi del passato.        

"…La musica ha in sé la potenza evocativa del ricordo, la dirompenza del pensiero, la capacità di distruggere ogni barriera attraverso un linguaggio universale, privo di filtri o sovrastrutture. E' per questo motivo che i giovani di tutte le generazioni hanno trovato nella musica, anche solo da ascoltare, il mezzo migliore per poter esprimere idee e sentimenti. Nella storia del rock, in una marea di proposte musicali tutte ugualmente valide e innovative, pochi sono stati gli artisti che davvero sono riusciti a lasciare il segno, e non soltanto per le composizioni create sul pentagramma. Tra questi i Led Zeppelin occupano senza ombra di dubbio un posto d'onore. Robert Plant, Jimmy Page, John Bohnam e John Paul Jones: quattro personalità che racchiudevano in sè virtuosismo, trasgressione, eclettismo  e genialità. La loro non è solo storia di musica con la M maiuscola. Basta guardare il vhs di "The song remains the same", video girato in occasione di un concerto tenuto al Madison Square Garden di new York nel '73, o leggere libri come "Il Martello degli Dei", dedicato alla vita intima dei Led, per comprendere come questo gruppo sia stato capace di rompere gli schemi tradizionali e di costruire con il proprio pubblico un rapporto di grande feeling…."( Sabrina Esposito ).

Il fenomeno delle cosiddette Tribute band si sviluppa verso la metà degli anni Novanta, nel periodo immediatamente successivo a quello delle  grandi manifestazioni rock.  Il concetto di tributo abbandona quello originario di eseguire la cover di un brano, basti pensare a quanti gruppi hanno suonato Johnny Be Good di Chuck Berry o Imagine di John Lennon riarrangiandole o più semplicemente suonandole secondo il proprio bagaglio tecnico o le proprie idee musicali.

Il tributo consiste invece nel ricreare le stesse atmosfere, riprodurre gli stessi suoni, suonare con gli stessi strumenti e, qualora le situazioni lo richiedessero, usare un abbigliamento molto simile all'originale. Molte band in tutto il mondo cercarono moltissimi anni fa di rispolverare le stesse giacchette e le stesse pettinature dei Beatles e, sfoggiando la stessa strumentazione, cercarono di ricreare con i propri sforzi la leggenda dei quattro baronetti di Liverpool, oppure basti pensare a tutti coloro che tentarono per primi di emulare le gesta di Elvis Presley.

 In quegli anni, locali come il Piper, il Uonna Club, il Tube ed il Black Out stavano lasciando il posto a club più piccoli e più adatti a sonorità R&B. Prendono piede il New Goldoni, il Caffè Caruso, dove numerose formazioni sfoderavano classici di Aretha Franklin,  Marvin Gaye ed Otis Redding.

Oltre ai Vorrei la pelle nera ed ai Bad Stuff, vanno per la maggiore i Mad Dogs di Dave Sumner, Mick Brill e Derek Wilson. Il loro repertorio spazia da John Lee Hoocker agli Stones, ed ha una carica molto accattivante.

Il Blues ed il suo figlio prediletto, il rockblues,  trovano nel frattempo la loro massima espressione, e la loro giusta collocazione,  in locali come il Big Mama ed il Fonclea dove suonano la Roberto Ciotti band, i Bridge e gli Stormo, mentre a Roma Nord una band, chiamata all'inizio Ma' Steven Band e successivamente Delgado,  si esprime scrivendo proprie canzoni ispirandosi al rock tipo Springsteen prima maniera.

La storia dei Custard Pie ha inizio nell'autunno del 1991 dall'incontro fra  il chitarrista Pucci Lattanzio ed il bassista Bruno Vagnarelli. L'idea iniziale è di formare una cover band e di suonare in giro portando qualcosa di nuovo e di particolare, un gruppo che suonasse cover, ma con un sound tipo Led Zeppelin.

Giuseppe "Pucci" Lattanzio nasce a Roma il 19 giugno del 1960  e, benchè destinato a diventare un pianista ( nella sua famiglia ci sono diverse persone con studi classici e di conservatorio ),  abbandona ben presto l'idea una volta provati i primi accordi di chitarra insieme ad un compagno di scuola appassionato di rock.  Dopo una serie di improponibili chitarre, come una   "Ellie Sound", una "Hofner" ed una "Eko X27" suonate attraverso un ampli Davoli da 50W, il chitarrista passa ad Gibson  SG "diavoletto" e poco dopo collega una splendida Gibson Les Paul De Luxe "Gold Top" ad un amplificatore Vox AC50; ascolta i dischi dei Cream, di Jimi Hendrix,  di M. Bloomfield e dei Rolling Stones con Mick Taylor. La cosiddetta illuminazione avviene, però, una volta ascoltata Heartbreaker dei Led Zeppelin. Iniziano così  i suoi studi autodidattici che lo porteranno ad esplorare il mondo degli Zeppelin e delle loro origini percorrendone a ritroso il cammino fino a Robert Johnson,  passando per gli Yardbirds, Jeff Beck, i bluesman neri americani, i chitarristi di Elvis Presley, Scotty More e James Burton, ed il British Blues degli anni 60/70, dei quali diventa un fedele ascoltatore ed estimatore.  …."Come molti chitarristi della mia età fui impressionato da quella che io definisco la "quaterna fatale":  Hendrix, Clapton, Beck e Page…( Pucci )"

Il suo stile, frutto di studi completamente autodidattici,  subisce la quasi totale influenza di Jimmy Page, magistrale e geniale esecutore elettrico ed acustico di buona parte del chitarrismo dell'epoca e non solo. L'approccio con lo stile di Jimmy Page lo porterà in seguito a non disdegnare le sonorità folk e le esecuzioni acustiche, le atmosfere celtiche e le accordature aperte alla Bert Jansch. Pucci milita in diverse formazioni rockblues nella seconda metà degli anni 80, come i Black Label, i Royal Bee, i Pride e prende parte ad innumerevoli jam-sessions, durante le quali suona con la maggior parte dei musicisti e dei gruppi della Capitale come i Delgado,  Bianca Blues, la Bo Band, Stefania Calandra, Mick Brill e Dave Sumner dei Mad Dogs. Collabora ad un paio di progetti con Mark Hanna, cantante e chitarrista statunitense,  e si esibisce con lui in diverse Jam durante alcune delle quali incontra  Alex Britti. Pucci e Mark formano anche una band di breve durata chiamata "Stepbrothers" ed il chitarrista si esibirà più tardi anche con un'altra formazione, sempre guidata da Mark Hanna, "The Youngblood", in un paio di concerti al "Rock Island" di Rimini.    

Poco prima del progetto Custard Pie, Pucci lavora con un gruppo chiamato Nobs, un sestetto blues che esegue brani dei Savoy Brown, dei  Nine Below Zero di Muddy Waters ed altri classici anni 60/70. Dei Nobs fa parte,  tra gli altri,  Fabio Taddeo, in seguito chitarrista del gruppo  "Il Latte e i suoi derivati".

 "…Ci divertivamo a suonare insieme io e Fabio, lui con la  Fender rifacendosi ai chitarristi americani ed io con la Gibson ispirandomi al British Blues, il risultato era fantastico…(Pucci)".

    Una volta arruolato il cantante Luca Guarini proveniente dai  "Jasta Eleven" ed il batterista Rino Musella dai  "Bread Line", avviene l'incontro tra Pucci e Bruno, fine ottobre 1991,  davanti ad un negozio di strumenti musicali.

    Bruno Vagnarelli è nato a Roma il 13 febbraio 1959 ed inizia a suonare il basso all'età di 11anni : " …Fui attratto dalla linea di basso di Dazed and Confused degli Zeppelin ascoltando i dischi di mia sorella più grande di me…(Bruno)".   

    Nel 1974 conosce il batterista  Stefano  Vinciguerra, che lo propone come bassista al gruppo dei Nuovi baronetti, con cui inizia l'esperienza delle serate nelle feste di piazza e nei locali da ballo, aprendo i concerti di cantanti e complessi famosi dell'epoca: Lucio Dalla, Ricchi e Poveri, Equipe 84, Fausto Leali, Nuovi Angeli, Homo Sapiens. Dal '79 all' 82, con la rinascita dell'Hard Rock, e sull'onda della "New Wave Of British Heavy Metal" ( Iron Maiden, Motorhead ), la riconversione al suo vecchio e mai rinnegato amore culmina con l'ingresso nel quartetto Metal Force. 

    Il gruppo viene immediatamente notato dalla stampa specializzata (Rockerilla, RockStar, Ciao 2001) e riceve lusinghieri consensi tra gli appassionati. I  concerti si susseguono nel   centro-nord   Italia. Nell'82 comincia l'avventura con con i Raff, senza dubbio la più importante esperienza nella sua carriera. Il curriculum dei Raff è da considerarsi tutt'ora invidiabile, soprattutto se si considera l'assoluta inadeguatezza delle strutture dell'epoca: un  album  mai  uscito  registrato  per  l'etichetta  italiana  della EMI  e prodotto  a   Londra da Paul D'Anno (Iron Maiden); la presenza come headliners nella compilation "Metallo Italia", un disco autoprodotto utilizzato per sei mesi come sigla di chiusura della trasmissione televisiva di Italia Uno, "Gran Prix"; un tour con gli Iron Maiden;  un tour di 79 date negli Stati Uniti in Canada. durante il  quale i Raff hanno avuto gruppi di supporto come Guns 'n' Roses, Pearl Jam e Watchtower; il secondo maggiore incasso al Titan" di Roma, dopo Jimi Hendrix; la partecipazione a manifestazioni insieme a Gillan Band, Ramones, Exodus, Venom. 

    Il numero totale di concerti è superiore a  1.000. Nei Raff si sono succeduti chitarristi di chiara fama, come Clive Wisbey (Tygers of Pan Tang), Dave Sumner (The Primitives, Camel, Mad Dogs) e Davide Devoti (Vasco Rossi). Tra l' 85 e l'87  collabora come musicista di studio con la Reflex Records, partecipando alla registrazione dei lavori di Dee D. Jackson. 

La profonda passione per la musica e per il mito dei Led Zeppelin si rivela ben presto l'elemento scatenante di quello che diventerà in poche settimane lo scheletro di una delle prime cover band dedicate interamente ad un solo gruppo. Bruno e Pucci stringono un legame di  profonda amicizia e passano serate a condividere i loro interessi per la cultura britannica, la birra, gli anni Settanta ed i Led Zeppelin. I quattro si riuniscono in una sala prove di via Bezzecca ed iniziano a pensare al possibile repertorio da eseguire dal vivo ed oltre a qualche brano dei Led Zeppelin provano un paio di hits di Rory Gallagher, degli Journey e dei Mama's Boys.

Le reminiscenze e le esperienze hard rock del bassista ed il suo preciso incalzare sulle linee dei brani si fondono alla perfezione con lo stile  spesso impreciso, ma ispirato fortemente dal blues e dal rock and roll del chitarrista e la strada che porta a "somigliare al sound dei Led Zeppelin" sembra definirsi.  Il nome Custard Pie venne simpaticamente scelto da Fausto "Roddy" Donato con Bruno nei Raff ed in quel periodo chitarrista dei Los Bandidos, ed è il titolo della opening track di Phisical Grapphiti dei Led Zeppelin e ovviamente dovrebbe parlare di quella tipica crostata alla crema inglese ma, addentrandoci nei doppi sensi del testo della canzone, sembrerebbe che Robert Plant intendesse descrivere dolcezze tipicamente più femminili che culinarie. 

 Il vero esordio dei Custard Pie risale al 1992, quando il gruppo prese parte ad una manifestazione chiamata "Spazio 8- Organizzando". Vinsero il premio come migliore cover band dell'anno e salirono sul palco di un affollatissimo Castello, presentati da Rick Hutton, dell'allora rete televisiva Video Music. I neonati Custard Pie avevano tenuto  a battesimo se stessi in una affollatissima serata al Caffè Caruso, partecipando alla selezione di "Spazio 8". Due ore di spettacolo, inclusa la bellissima ballata acustica Out on the western plains di Rory Gallagher ed altri episodi di alta scuola rockblues come Double vision e Continental operator sempre pescati dal repertorio dello scomparso chitarrista irlandese.  I Custard Pie suonano dei  brani piuttosto insoliti da eseguire per una cover band come Heartbreaker e Black dog, ed ostentano già tutta la loro passione e la loro dedizione per la musica di Page & Co.

Nel giugno dello stesso anno, il 1992, in occasione del 32esimo compleanno del chitarrista Pucci, i Custard Pie danno uno spettacolo al Prometeo, un enorme e caratteristico vecchio hangar alle porte di Ostia antica. Compare per la prima volta un piano elettrico e Grazia, sorella di Pucci, si esibisce come "guest star" eseguendo Your time is gonna come, Thank you e la splendida No quarter.

Grazia nasce a Roma il 19 febbraio 1964 e fin dalla tenera età di 7 anni intraprende studi di pianoforte classico, cimentandosi nei classici di Mozart e Chopin. Dal giorno del suo esordio accanto al fratello ed ai Custard Pie  il suo apporto diviene fondamentale ed i Custard Pie inseriscono progressivamente le tastiere in ogni loro concerto. Esegue anche i cori, dando un notevole supporto dal vivo e la sua voce è presente anche nel primo Cd demo dei Custard Pie su The battle of evermore, del quale parleremo più avanti. 

    I suoi studi sono classici e si avvicina al rock dei mitici anni 70 sentendo musica assieme al fratello, anche se si sposta decisamente verso i Genesis, Emerson Lake & Palmer, Yes e Pink Floyd, a differenza di Pucci, che ascolta prevalentemente blues e rock and roll durante i suoi studi autodidattici. La tastierista non solo forma insieme a Bruno un sodalizio perfetto nel ricreare il difficilissimo lavoro che svolgeva John Paul Jones nei Led Zeppelin, ma insieme al bassista arrangia tutte quelle parti dei brani degli Zep che non prevedono l'uso delle tastiere stesse.

Ha collaborato per la Wea Music, lavorando per Ron e Miguel Bosè collezionando anche diversi passaggi televisivi ("Domenica in" "Vota la Voce" "Carramba" ). Musicista disciplinatissima e scrupolosa, studia ogni cosa alla perfezione, non tralasciando alcun dettaglio durante le sue esecuzioni.

I Custard Pie, nel periodo 1992/1993 hanno nel frattempo cambiato formazione per due quinti. Il batterista Rino Musella ha lasciato il suo posto a Stefano Romano ed immediatamente dopo a Riccardo Venanzi ed il singer Luca Guarini all'esperto Maurizio Cerantola, leader degli Shout e dei Talia nei primi anni Ottanta, durante il periodo dell'hard&heavy romano caratterizzato e dominato dai colossi Raff.

La band si esibisce al Prometeo ed  al Jake & Elwood, locale frequentato da quasi tutto il panorama musicale della Capitale, aprendo spesso i concerti con una inaspettata Scotland the brave,  inno nazionale scozzese,  che si trasforma in In the evening. Sono in molti ad alternarsi sul palco della caratteristica struttura sulla baia di Fiumicino da Alex Britti a Giorgia, dal compianto Alex Baroni ai Tiro Mancino, dai Mama ai Delgado e Bianca Blues e i 7 soul.

Il primo maggio del 1993 durante il consueto Festival di Roma in Piazza San Giovanni, Pucci e Grazia hanno l'opportunità di incontrare Robert Plant, il cantante dei Led Zeppelin.  Sempre nell’ambito degli “incontri famosi” in quello stesso periodo i Custard Pie avranno modo di conoscere Jason Bonham, figlio di John lo scomparso batterista dei Led Zeppelin, dopo il concerto di Paul Rodgers a Pistoia Blues, e Muzz Schilling bassista appena uscito dai Living Color. L’incontro con Schilling avviene sempre tramite Fausto Donato e dopo una cena vegetariana a casa di Bruno Vagnarelli prende forma una breve ed eccitantissima jam session.

..."Non mi sarei mai aspettato di ascoltare del blues stasera.." ( Muzz Schilling )

Nel 1994 inizia uno storico periodo che vede il gruppo impegnato in alcuni concerti organizzati e pubblicizzati da Paolo Mazzulo e Prince Faster di Radio Rock. Si aprono le porte del Palladium e si dà vita alle notti delle Tribute Band,  decine e decine di nuove formazioni si costituiscono e si concedono alle sempre più grandi e numerose platee sulla scia dei pionieri Custard Pie e Achtung babies (U2).

Il 29 gennaio 1994 una folla di 1600 spettatori applaude i Custard Pie in concerto nell’enorme arena del Palladium nel mezzo della quale si scorge un incuriosito Paolo Zaccagnini. Lo show si protrae per oltre due ore, compreso un set acustico che prevede Going to California e The battle of evermore, durante la quale Letizia Corinti, moglie di Bruno Vagnarelli affianca Cerantola cantando la celebre ballata che rese famosa Sandy Danny al fianco di Robert Plant. 

 Radio Rock manda in onda per tutta la settimana la registrazione demo che i Custard Pie avevano effettuato con l'ausilio dell'amico Vittorio Zammarano, sound engineer italo-americano,  qualche settimana prima. Numerose sono le telefonate che  arrivano in radio durante l'ascolto di Custard pie e Kashmir. Il progetto Custard Pie sta decollando ed  il linguaggio delle Tribute Band si diffonde a macchia d'olio.

A fine maggio del 1994 Pucci e Maurizio Cerantola partecipano alla "Notte delle Chitarre" al Palladium, kermesse di chitarristi romani, i due eseguono Rock and Roll e Heartbreaker presentandosi sul palco per ultimi a notte inoltrata.

 Dopo vari concerti, fra i quali uno al Classico, uno all'interno dello Stadio Flaminio ed uno nella zona di Macerata, avvenuti fra il 1995 ed il 1996, nel 1997 i Custard Pie si rinnovano ulteriormente nel sound e nell'immagine.

Si aggiungono al nucleo storico formato da Pucci, Bruno e Grazia un nuovo batterista, il talentuoso Franco Bianco, reduce da alcune bellissime e produttive esperienze inglesi, al posto di Riccardo Venanzi ed Andrews Crudo al posto di Maurizio Cerantola.

Il sound delle tastiere si va affinando e lo spettacolo che  i Custard Pie offrono è sempre più mirato a celebrare nel migliore dei modi quella che è stata la fantastica epopea dei Led Zeppelin, ricorrendo ove possibile all'uso di strumenti assolutamente identici agli originali.

         Grazia riproduce fedelmente, con la sua tastiera Korg,  i caratteristici tappeti di suoni presenti nei dischi degli Zeppelin, Bruno si esibisce adesso con un basso Fender Jazz uguale a quello di John Paul Jones, trascurando i suoi amatissimi bassi Rickenbecker. Pucci è passato dalla Gibson De Luxe ad una Gibson Les Paul Standard color miele ( honeyburnst, ovviamente come quella di Jimmy Page ) che dal vivo affianca ad una splendida ES 1275 doppio manico, quella sorta di icona che per i fans degli Zeppelin è sinonimo di  Stairway to Heaven.

Il professionale ed impeccabile apporto che Franco Bianco regala ai Custard Pie si fonde con le poderose doti vocali di Andrews Crudo costituendo la nuova immagine dei Custard Pie. Il loro sound diviene preciso e  potente,  e la rinnovata sezione ritmica trascina il gruppo con quel tipico incessare del blues ledzeppeliniano dal quale repertorio vengono eseguiti classici del genere come You shook me e When the levee breaks.  

Andrews Crudo nasce a Roma il 10 giugno 1967  si è unito ai Custard Pie quando la band stava cercando un rinnovamento dal punto di vista dell'immagine ed era volta alla ricerca di un cantante che avesse delle qualità vocali basate anche sulla potenza della voce, da usare come strumento, peculiarità della musica dei Led Zeppelin. Il suo passato  artistico lo aveva visto come front-man nei Sahara, una delle migliori band di Heavy della Capitale, un repertorio solido ed incisivo basato sugli hit dei Whitesnake, Mr. Big, Black Sabbath.

Fu poi la volta degli Embargo dove conosce Bruno Vagnarelli  che in quel momento collaborava a quel progetto, il repertorio degli Embargo pur sempre Heavy-Hard spaziava però anche su composizioni originali cantate in lingua italiana dove Andrews si cimenta anche come autore dei testi. Pezzo di punta degli Embargo era un vecchio successo degli Uriah Heep,  Stealin', cantato in italiano.

Nel 1997, appunto, il 3 luglio per l'esattezza, Andrews, si affaccia sul palco dello Stadio di baseball, il  Campus,  davanti a 1200 spettatori, insieme ai Custard Pie iniziando il suo rapporto ed il suo approccio con lo stile di Robert Plant.

Anche in questa occasione una numerosa folla si accalca sotto il palco, perdendosi in lontananza sul prato dell'impianto sportivo. Mentre gli altoparlanti dell'impianto sonoro adibiti anche per i concerti dei giorni successivi ( Jethro Tull, Sinead O'Connor, Fish ) erogano una potenza di circa 18.000 watts, i Custard Pie iniziano la loro performance alle dieci e trenta attaccando con la selvaggia Immigrant song, passando poi per Kashmir, pongono le basi per quella che sarà una delle migliori interpretazioni del nuovo cantante, una sorta di suo cavallo di battaglia, così come  Since I've been loving you, che Andrews interpreta a "voce piena" rievocando il primo Plant, quello degli  "urli vichinghi" 1968/71. Il successo di quella serata viene bissato dalla band che si esibisce al Foro Italico all’interno del Cineporto a qualche settimana di distanza.  

..... " Il Martello degli Dei colpisce duro con i Custard Pie, alle prese con il repertorio che fu di Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e del compianto John Bonham ( Guido Bellachioma - Musica - ottobre 2000 )"....

 Il suo rapporto con la musica di Plant lo vede sempre di più dedicato anche ad un repertorio blues, dove Andrews può suonare l'armonica o interpretare vecchi successi blues degli Zeppelin e non, come ad esempio la vecchissima Alabama Bound di Leadbelly, incisa dai Custard Pie ma per il momento mai eseguita "live",  oppure reminiscenze rock and roll anni 50 come la celeberrime Let's that boy boogie e  Hello Mary Lou che i Led Zeppelin stessi inserivano all'interno di Whole lotta love nei loro concerti.  I Custard Pie si esibiscono anche in locali più piccoli in quel periodo ma non di minore importanza come il Lullaby,  il Blue Knight ed il Mentelocale.