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Maurice
John Vaughn è un vero originale interprete del blues. Un triplo talento:
alla chitarra, al sax ed alla voce, scrive testi innovativi, intensi e
spesso dotati di una particolare vena umoristica; la sua voce calda ed
appassionata convince, perché è frutto di esperienze musicali ad ampio
raggio. Cresciuto nelle strade di Chicago a suon di Muddy Waters e Howlin
Wolf ha sviluppato le sue capacità ispirandosi al black soul degli anni
’60-’70 ed al funky di James Brown. Vaughn,
oggi 47 anni comincia la sua carriera durante gli anni della Juliette Low
School, nella South Side di Chicago, suonando la batteria, il clarinetto e
la chitarra nella banda scolastica. In seguito suona in svariate Top 40
band per poi concentrarsi sullo studio del sax ed unirsi ad un trio jazz.
Le sue prime registrazioni risalgono al 1976 con i Chosen Few un gruppo di
rhythm’n’blues; è in questo periodo che Maurice comincia a dedicarsi
maggiormente alla carriera di chitarrista. Nel
suo particolare stile riecheggiano fraseggi alla B.B.King, Albert Collins,
John Lee Hooker e Albert King; nel 1979 Vaughn entra nel blues-world
quando Phil Guy, fratello del leggendario Buddy Guy e stimato band leader
a sua volta, gli chiede di entrare a far parte del suo gruppo assieme al
mitico Professor Eddie Lusk e con loro parte per una tournèe negli stati
del Canada. Di lì a poco Vaughn si trova a lavorare con i migliori
talenti blues della scena di Chicago: Luther Allison, A.C.Reed e Son Seals
(con il quale ha svolto tournèe in Europa). Vaughn
ama esibirsi dal vivo: nei suoi show c’è sempre un forte coinvolgimento
del pubblico, racconta storie e dice "….non mi vedrete mai suonare
lassù sul palco da solo con la mia chitarra…". E’ un artista
molto attivo, un vero viaggiatore: nelle sue tournee ha toccato 49 stati
USA, il Canada, il Messico, le isole Caraibiche, e tra gli stati del
"vecchio continente" Francia, Finlandia, Belgio, Olanda,
Svizzera ed Italia. Attualmente è in pubblicazione il terzo lavoro
discografico da solista e prossimamente una tourneè in Sud Africa e la
promozione di due artisti che egli stesso produce: B.J.Emery, e Velvet Mc.
Nair una giovane , grintosa vocalist emergente nel panorama blues
chicagoano. Nella
band troviamo lo stesso B.J.Emery,
trombonista d’eccezione e pregevole cantante a sua volta protagonista in
"B.J. Emery & MJV horns", affianca Maurice John Vaughn da
ormai dieci anni. Raramente è possibile ascoltare il trombone in una
formazione di Chicago blues, ma Maurice ama mischiare suoni ed esperienze
diverse, determinando così una formula musicale davvero convincente. Il cuore
pulsante della band è costituita dalla bassista Ilaria Lantieri, energica
e solare (talentuosa musicista, ha suonato con Phil Guy, John Primer, Cash
Mc.Call, Fabio Treves) e da Massimo
Bertagna dal drumming potente e raffinato, è da dieci anni nel circuito
(già al fianco di Nick Becattini, John Primer, Phil Guy, Johnny Copeland,
Lurrie Bell, Arthur Miles, Peaches,….): questi due musicisti ben noti
agli appassionati del genere si sono uniti la scorsa estate alla band di
Maurice John Vaughn con il quale hanno girato gli Stati Uniti in tournèe
da Chicago fino a Seattle; la collaborazione è proseguita anche in studio
di registrazione dove il quartetto ha portato a termine le registrazioni
del nuovo lavoro discografico di Maurice “Dangerous Road”, la cui
uscita in Europa è prevista
per Aprile 2001. |
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…great
playing, great singing, bits of humorous story telling and that deep, deep
feeling ! ...an
engaging and personal mix of blues styles from gut-bucket to Hendrix…Vaughn’s
guitar playing is nasty tasty and very fluid…an unpretentious joy to the
soul. Modern
bluesman serves up "a sparkling set ... soulful vocals, distinctive
songwriting" …se
il set di Vauhgn è stato come sempre personale, articolato sia su
classici che su composizioni proprie dalle tinte funky tutti filtrati dal
suo chitarrismo intenso e dalla sua voce che gli anni hanno reso più
profonda, la sorpresa è venuta proprio dal duo Lantieri/Bertagna, in
quanto se Massimo era un nome già noto per le collaborazioni vissute
dalla Model T-Boogie in poi, Ilaria si è dimostrata una bassista coi
fiocchi, precisa e mai debordante, insomma tutto quello che ci vuole per
suonare blues. Il Blues |